Perché smettere di fumare

 

melafumo

Perché prendere a martellate il proprio DNA?
Dal Notiziario “Fondamentale” Associazione Italiana per la ricerca sul cancro – gennaio 2004

 

In sostanza, é quanto fa chi fuma, sigaretta dopo sigaretta, boccata dopo boccata. E, a furia di martellate, alcuni geni vengono irrimediabilmente danneggiati, la cellula si altera e… allora sono proprio guai.

I misfatti del fumo sono noti a tutti. Tutti sanno che fa male e che aumenta nettamente la probabilità di incorrere in decine di malattie, tra cui spicca per gravità il cancro. Poco conosciuto è invece il processo attraverso il quale il fumo fa danno e arriva a provocare il cancro. Conoscere questo processo, seppure nelle sue grandi linee, è un motivo in più per spegnere la sigaretta una volta per tutte.

A ogni boccata, 4-5.000 sostanze liberate dalla combustione del tabacco invadono i polmoni del fumatore.   E` un aerosol micidiale che, dai polmoni, si espande poi in altre parti del nostro corpo.

Tra le sostanze più pericolose c’è il catrame (alias condensato o TAR), che include sostanze a elevato potenziale cancerogeno, come nirrosamine, benzopirene e idrocarburi aromatici. Ma nel catrame ci sono anche tante sostanze irritanti (formaldeide, acido cianidrico, acroleina, ammoniaca … ) in grado di paralizzare le cellule epiteliali ciliate che rivestono la trachea e i bronchi e che normalmente servono a filtrare ciò che respiriamo. Le cellule Polmonari rimangono così più esposte alle aggressioni esterne di polveri, germi e altre sostanze cancerogene presenti nell’ambiente.

Boccata dopo boccata, sigaretta dopo sigaretta, giorno dopo giorno, le cellule polmonari entrano in contatto con veleni capaci di danneggiare e di alterare il DNA, di far mutare alcuni geni in senso tumorale. Quando questo succede è un po’ come se la cellula polmonare impazzisse e diventasse incapace di svolgere i suoi compiti. Una cellula impazzita che ha invece la capacità di riprodursi a dismisura, di creare un esercito di replicanti che tolgono spazio alle cellule sane, che aumentano il disordine e che finiscono per far lavorare male il polmone.

Non solo: queste cellule impazzite spesso non sì fermano nel polmone e cercano di invadere altri organi, portando dovunque disordine, inefficienza, malattia.

PREVENZIONE

Naturalmente tutto questo processo non viene innescato da una sola sigaretta fumata. Perché una cellula polmonare impazzisca e diventi cancerosa occorrono in genere più di 20 anni. Diversi sono gli stadi di mutazione e bisogna che non un solo gene, ma più geni, siano irrimediabilmente danneggiati allo stesso tempo, inclusi quei geni “riparatori” presenti all’interno delle cellule proprio allo scopo di rimediare a eventuali guasti. Ma ogni sigaretta messa in bocca e ogni boccata aspirata contribuiscono a questo processo. Ogni volta che aspiriamo il fumo di sigaretta è un po’ come se dessimo una martellata al nostro DNA. Alla prima martellata non succede niente. Alla centesima magari c’è solo un’ammaccatura. Ma alla millesima rischiamo di deformare alcuni dei nostri geni, di “scassarli” al punto non solo di farli funzionare male, ma di farli funzionare contro di noi.

Ma non dirne più !!
Sul fumo sopravvivono autentiche bugie e false idee, in molti casi perpetuate dalla pubblicità e dai… “venditori di fumo”.
Smascheriamo alcune tra le più diffuse.

Chi fuma ha più fascino. 
Denti e dita ingialliti, alito pesante, occhi arrossati, pelle spenta e solcata da rughe, il respiro mozzato alla prima rampa di scala: sarebbe questo il bel biglietto di presentazione che rende più affascinante un fumatore? Al contrario, chi fuma sarà tenuto a distanza da tutti coloro, e sono sempre di più, che non ne vogliono proprio sapere di farsi affumicare dai propri vicini.

Il fumo fa bene all’amore. 
Forse è vero nei film e nella pubblicità delle sigarette, vale a dire nel mondo delle illusioni. Perché quando facciamo ritorno nella realtà, scopriamo che il fumo fa male all’amore del maschio e aumenta sensibilmente il rischio di impotenza. La ragione è semplice: la nicotina tende a stringere i vasi sanguigni e a ridurre l’afflusso al pene del sangue necessario all’erezione. Gli uomini e le donne che fumano sono anche meno fecondi: il fumo riduce la densità dello sperma e altera gli assetti ormonali.

Fumare vuoi dire “sono grande”. 
Questa idea è diffusa soprattutto tra gli adolescenti. Ed è un’idea debole. Con una sigaretta in bocca a 13 o 14 anni si diventa solamente “pecore” che imitano un modello imposto da altri. “Grande” è semmai chi raggiunge autonomia e consapevolezza di sé, chi fa le proprie scelte e decide da solo il proprio stile di vita, senza farsi condizionare dal “gregge” o dal “capobranco”.

Fumare aiuta la concentrazione. 
Il fumo produce questo risultato solo a breve termine; poi segue un effetto opposto. Salvo accendere una sigaretta dopo l’altra, e aggiungere danno a danno. Anche nei confronti dello stress, il fumo sviluppa una reazione analoga.

Se si smette, s’ingrassa. 
Gli ex fumatori tendono a ingrassare di 4 chili: mangiano più cibo e bevono più alcol per compensare la mancanza di sigarette, perché il fumo tende a ridurre l’appetito e la nicotina tende ad accelerare il metabolismo. Non si tratta però di una condanna ineluttabile. C’è chi smette senza ingrassare: facendo un po’ di esercizio fisico e seguendo una dieta equilibrata e ricca di vegetali.

Il fumo passivo non fa male. 
Le prove scientifiche sui danni del fumo passivo sono ormai molte. Chi assorbe il fumo degli altri – solo per citare alcune delle conseguenze aumenta del 50 per cento il rischio di ammalarsi di cancro al polmone, di bronchite cronica e di enfisema polmonare. Bronchite cronica e altre patologie respiratorie affliggono molti bambini, principali vittime del fumo “subito”. Si può discutere sull’entità dei danni provocati dal fumo passivo, non certo sulla loro esistenza.

Mio nonno ha 90 anni, ha sempre fumato molto, eppure non ha il cancro. 
Fumare non dà la certezza di subire il cancro, ma aumenta sensibilmente la probabilità che prima o poi ciò accada. Il nonno fumatore, insomma, è stato fortunato. Perché chi fuma aumenta di oltre 25-30 volte le probabilità di sviluppare un rumore del polmone. Un cancro che viene 95 volte su 100 ai fumatori.

Ormai è tardi per smettere. 
Non è mai troppo tardi. Già dopo 2 ore che si è spenta l’ultima sigaretta, la nicotina comincia a essere eliminata dal corpo, dopo 24 il monossido di carbonio scompare dall’organismo e i polmoni cominciano a espellere sostanze nocive. Dopo due settimane migliora la circolazione. Nel giro di un anno diminuisce del 50 per cento il rischio di infarto, in cinque anni si dimezza il rischio di cancro al polmone. Dopo 15-20 anni il rischio di tumore o di un attacco di cuore torna a essere uguale a quello di un non fumatore. Smettere entro i 35 anni previene in maniera quasi completa i danni del fumo.

Le sigarette light non sono nocive. 
Falso. Le sigarette a basso tenore di catrame e nicotina servono a poco perché si finisce per fumarne di più e si tende ad aspirarle in modo più profondo.
Il fumatore cerca di raggiungere comunque la dose di nicotina a cui è assuefatto.

Per fortuna la ricerca non è ….. fumosa

TAC spirale, PET, marcatori molecolari, gene FHIT; sono armi concrete, messe a punto negli ultimi anni, per rimediare ai danni del fumo e ridurre le insidie del cancro del polmone.

Attualmente il cancro del polmone viene scoperto sette volte su dieci quando è già così sviluppato da essere inoperabile. Quando la malattia viene colta in fase precoce, il cancro del polmone ha invece già oggi una probabilità di guarigione piuttosto elevata, pari al 70-80 per cento dei casi. E gli strumenti per cogliere il cancro del polmone in fase precoce per fortuna cominciano a esserci.

TAC spirale: il polmone senza segreti. 
Con questo particolare tipo di TAC è possibile scoprire tracce piccolissime della malattia, anche di pochi millimetri. Si tratta di un esame per nulla invasivo e relativamente poco costoso. Il paziente rimane sdraiato su un lettino attorno al quale ruota la macchina e deve trattenere il respiro più volte, per pochi secondi. Ogni millimetro cubo del polmone viene esaminato, mentre la TAC tradizionale consente di vedere solo singole “fette” dell’organo. Il paziente viene tra l’altro esposto a una quantità inferiore di radiazioni, poco più alta di quella di una normale lastra radiografica. Semmai c’è un problema di interpretazione dei dati perché, assieme ai tumori maligni, vengono evidenziati anche tumori benigni, granulomi, cicatrici di antichi processi infiammatori. Per questo si tratta di un esame che va svolto in centri altamente specializzali. L’apparecchiatura per la TAC spirale è già diffusa in quasi tutte le regioni italiane.

La PET e il nodulo maligno. 
Ulteriori vantaggi vengono da un altro esame, ovvero la PET (tomografia a emissione di positroni). Finora utilizzata per la stadiazione di tumori maligni già diagnosticati, ora la PET viene utilizzata per la diagnosi precoce, per capire se il nodulo è di tipo benigno o maligno. 

Viene sfruttata la prerogativa del tessuto tumorale maligno di utilizzare in maniera spiccata il glucosio: al paziente viene somministrato un derivato del glucosio, legato a un atomo di fluoro leggermente radioattivo, e poi si vede con la PET dove questo viene captato, per distinguere tra noduli maligni e benigni.

Le prospettive dei marcatori. 
I “marcatori molecolari” consentono di andare a scoprire se in una persona si sono accumulati, e in che misura, quei danni al DNA che possono col tempo determinare la trasformazione in senso maligno delle cellule del polmone. I danni al DNA si possono oggi dosare in maniera abbastanza semplice a partire dal sangue, dall’espettorato o dalle urine. 

Ed è probabile che l’affinamento di questi marcatori porterà a selezionare le persone davvero a rischio di sviluppare un cancro al polmone, quelle che dovranno poi essere indirizzate alla TAC spirale. Tra i “marcatori molecolari” attualmente più sperimentati – assieme al gene FHIT – sono quelli che riguardano la proteina p53 e il gene Ras.

Il gene FHIT: per correggere il danno genetico. 
Scoperto da ricercatori italiani, anche grazie ai finanziamenti AIRC, il gene FHIT sta aprendo promettenti scenari nella diagnosi e nella cura del cancro del polmone. 

Le alterazioni del gene FHIT sono associate all’80 per cento dei tumori polmonari: ora si è capito non solo come sia possibile scoprirle ai fini di una diagnosi sempre più precoce, ma anche, forse, come curarle con la terapia genica.

Nel laboratori dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano si è riusciti, infatti, a indurre la morte di cellule umane di tumore polmonare che presentano copie difettose del gene FHIT introducendo copie sane dello stesso gene. Lo stesso esperimento è ora in corso in vivo, su un piccolo gruppo di pazienti resistenti a tutte le terapie tradizionali.

Il Metodo testato e garantito di Antismoking

 

Chi fuma, soprattutto se da molti anni, conosce bene la frustrazione che nasce dal veder “andare in fumo” tutti gli sforzi per cercare di smettere. E quasi sempre va a finire così. Il motivo? La mag­gior parte dei sistemi fa leva sulla forza di volon­tà, ma adottare controvo­glia dei nuovi comporta­menti richiede molte energie mentali e genera forte stress, che può spingere anche la persona più caparbia a cedere.

Antismoking Vicenza utilizza  una speciale tecnica brevettata di decondizionamento mentale basate sull’azione delle endorfine rilasciate grazie  all’elettrostimolazione auricolare, per abbandonare il vi­zio del fumo e aiuta la volontà a sviluppare un atteggiamento diverso nei confronti della sigaretta.

Smettere di Fumare – quali sono i benefici

 

antismoking-MAGAZINEPer smettere veramente di fumare e diventare un non fumatore devi aver chiari i benefici che puòi ottenere.

Sappiamo che fumare fa male alla salute, peggiora il nostro aspetto esteriore, ci fa spendere un sacco di soldi e così via. I numerosi danni che sono associati al fumo possono gradualmente scomparire dal momento in cui si smette, e inizieremo a vederne i benefici: respirerai meglio, spenderài meno soldi, la tua pella sembrerà più giovane.

Eppure tutto ciò non è sufficiente per far sì che la sua decisione di smettere sia efficace fino in fondo. Deve chiedersi perchè lei vuole smettere di fumare, quali sono i benefici che lei vuole ottenere? Questa può sembrare una domanda sciocca. Sa certamente perché vuole smettere: fumare danneggia la sua salute e le costa denaro. Ma sfortunatamente, tutto ciò non basta.

Il tuo nemico, la nicotina, è molto furbo e potente. Non bastano delle vaghe motivazioni, in quel modo rischi di ricadere al primo ostacolo. Il problema non è identificare il perché dovresti smettere, ma il perché vuoi smettere. Solo i motivi realmente validi per te possono spronarti a sufficienza, solo i benefici che risultano importanti per la tua vita sono un valido aiuto a smettere davvero.

Ad esempio potrei dirle: “Dovresti smettere di fumare perché il fumo causa il cancro”. E’ la verità ed è anche un ottima ragione. Ma tu potresti rispondermi dicendo: “E’ vero, ma io fumo da 15 anni e sto benone, vivo godendomi le gioie quotidiane e lascio al domani i suoi problemi”.

Personalmente ritengo sconsiderato un atteggiamento del genere, ma questa è una mia opinione. Se realmente questo fosse il suo pensiero, ogni mio sforzo per convincerti del contrario sarebbe vano. E la ragione “deve smettere perché il fumo causa il cancro” pur essendo valida e vera, non sarebbe un motivo adeguato per te.

La tua ragione potrebbe essere un’altra, ad esempio “Io voglio smettere perché i commenti dei miei figli sul fumo mi mettono in imbarazzo di fronte a miei amici”. Questa potrebbe essere davvero un valido motivo per te. Solo se la ragione è importante proprio per te, sarà d’aiuto nella tua lotta contro la nicotina.

Conseguenze negative del fumo e della nicotina

Devi avere ben chiare le ragioni e i benefici che può ottenere. E’ comunque utile ricordarle i rischi che corri continuando a fumare:

Salute personale

Hai il 25% di probabilità di morire prima dei 65 anni, esattamente il doppio rispetto a chi non fuma;

Se continui a fumare il rischio di morire durante il prossimo anno è una volta e mezzo superiore rispetto ad un non-fumatore.

Cancro

Fumare aumenta notevolmente il rischio di sviluppare un cancro. In particolare i fumatori sviluppano tumori polmonari e a livello della gola, bocca, labbra, seno, vagina, testicoli e prostata. Quando smetti il rischio si riduce progressivamente. Dopo 10 anni è simile a quello di chi non ha mai fumato.

Polmoni

Quando fumi inali migliaia di veleni, molti dei quali si depositano a livello polmonare. Si hanno così numerose conseguenze.

  1. La capacita polmonare di scambiare gas diminuisce. Questo vuol dire che diventa meno capace di assorbire ossigeno e rilasciare anidride carbonica. A riposo ciò non è evidente, ma lo diventa sotto sforzo;
  2. I bronchioli (le più fini diramazioni dei bronchi) vengono ostruiti. Ciò causa il collasso con conseguente infezione degli alveoli (piccole sacche d’aria presenti nei polmoni). La progressiva distruzione di queste strutture fa sì che nei polmoni si formino dei “buchi” sempre più grossi. Gradualmente si va incontro ad una situazione irreversibile detta enfisema. A questo punto il polmone non è più in grado di assicurare l’ossigeno all’organismo così ci si incammina verso la dipendenza dalla bombola d’ossigeno;
  3. Viene distrutto il meccanismo di auto-pulizia dei polmoni: il sistema di microciglia. Di conseguenza ogni germe, polvere o particella che respira non riesce più ad essere eliminata. Il muco tende ad accumularsi a livello bronchiale ed il corpo cerca di eliminarlo attraverso la tosse;
  4. Tutto questo materiale che si accumula (muco, batteri, virus, catrame…) tende ad infettarsi. Ecco perché chi fuma sviluppa facilmente bronchiti che gradualmente da acute ed occasionali si trasformano in croniche e continue;
  5. Con il passare del tempo il catrame ed i veleni che si accumulano a livello polmonare portano allo sviluppo di tumori.

Circolazione sanguigna

Fumare aumenta la pressione e la frequenza cardiaca. C’è anche un maggior rischio di ostruzione delle arterie. Sommando queste due conseguenze ne deriva un rischio doppio sia di  arresto cardiaco sia di morte per malattie cardiovascolari.

Il fumo danneggia le coronarie e i vasi sanguigni di tutto il corpo, rendendo più difficoltoso lo scorrere del sangue attraverso di essi. In casi estremi si sviluppa una malattia detta morbo di Burger. In questa condizione il flusso sanguigno è così alterato che le estremità (dita, piedi, gambe…) non più irrorate vanno in gangrena e devono essere amputate.

Più frequentemente quello che capita è un progressivo deterioramento della circolazione che si manifesta con una condizione detta “claudicatio intermittens”. Camminando si inizia a percepire dolore  muscolare (soprattutto al polpaccio) che obbliga a fermarsi.

Questo capita perché il muscolo, durante il movimento, non riesce ad avere il sangue necessario per le sue richieste di ossigeno. Man mano che il tempo passa la capacità di camminare senza provare dolore diminuisce così da costringere il malato a fermarsi sempre più spesso. Lo stadio successivo è lo sviluppo di ulcere e poi di cancrena a livello degli arti inferiori. Spesso ciò porta all’amputazione della gamba o del piede.

Fonte: www.dottorventura.it

http://www.dottorventura.it/smettere%20di%20fumare%20con%20l’auricoloterapia.html

https://www.smetteredifumare.uno/index.html

http://www.auricoloterapia.info/smettere%20di%20fumare%20con%20l’auricoloterapia.html

Fumare causa impotenza

 

Vignetta impotenza

Oggi voglio raccontarvi una storiella con l’obbiettivo di farvi riflettere sul fatto che un fumatore se ne frega altamente di ciò che scrivono sui pacchetti di sigarette.

Il signore raffigurato sulla vignetta entra in una tabaccheria e chiede un pacchetto di sigarette.”

Il tabaccaio pronto gli dà un pacchetto nel quale c’è questa scritta:

717246481731420175

il signore legge la scritta è chiede:

Scusi, me lo può cambiare con quelle che fanno venire il Cancro?”

FORSE E’ MEGLIO SMETTERE, per sapere come fare in soli 20 minuti, contattaci, e ricorda la garanzia soddisfatti o rimborsati.

Dieci buoni motivi per smettere di fumare

 

Smettere copia

La maggior parte dei fumatori prova almeno due volte a smettere di fumare prima di riuscirci definitivamente. Il fallimento al primo colpo è quindi una cosa normale. Il fai-da-te e la forza di volontà non sono sempre sufficienti. Ecco 10 buoni motivi per chiudere con il fumo.

I

La menopausa a suo tempo, non prima.Il fumo può anticipare l`arrivo della menopausa di diversi anni. Inoltre le fumatrici rischiano di avere ossa più fragili: ogni 10 anni se ne va in fumo dal 2,3% al 3,3% della densità minerale ossea. Gli effetti peggiorano nelle donne dopo la menopausa.

II

La ricetta anti-age contro rughe e capelli grigi. Dopo 10 anni, il fumo accelera il processo di invecchiamento della pelle provocando il restringimento dei vasi sanguigni e danneggiando i tessuti, che perdono elasticità. Inoltre i capelli dei fumatori diventano grigi molto più precocemente rispetto al normale.

III

Meno vernice e meno lavatrice per non andare in bolletta. Spesso non ci si pensa, ma il fumo di sigaretta crea inestetiche macchie gialle difficili da togliere sui muri di casa. Il pensiero di dover ritinteggiare potrebbe essere una buona scusa per smettere. Lo stop al fumo fa bene anche ad altre voci dell`economia domestica. I vestiti “affumicati” per tornare puliti e profumati richiedono più acqua e quindi più detersivo e quindi più elettricità. Senza fumo, anche le bollette diventano più leggere.

IV

Come utilizzare l’’accendisigari per un fine più elevato. Fare a meno dell`accendisigari ha i suoi indubbi vantaggi. Ad esempio aiuta a tenere lontana la tentazione di accendere una sigaretta in auto, ma può essere una mossa decisiva per abbattere di colpo il tasso di “combattimenti” tra bambini sui sedili posteriori. IPod, DVD e Playstation si collegano infatti all`accendisigari dell`auto tramite un adattatore. I bambini viaggeranno più felici, senza inalare fumo passivo.

V

Il cioccolato, finalmente! È provato che senza fumo il cioccolato è decisamente più buono. Merito del palato e della lingua che riscoprono i sapori. Ma non solo. Contrariamente a quanto si pensa, nonostante gli effetti di lungo periodo sulle papille gustative, il fumo aumenta il desiderio alimentare, specie nelle donne, ed in particolare di carboidrati e di cibi ad alto contenuto di grassi.

VI

Fido e titti al sicuro. È dimostrato che il fumo passivo può provocare il cancro alla bocca e il linfoma nei gatti domestici, il cancro dei polmoni per cani e volatili.

VII

La pillola diventa più sicura. Per chi usa la pillola come metodo contraccettivo è necessaria una scelta. La pillola, infatti, non è raccomandata per le fumatrici perché i contraccettivi orali possono comportare un rischio di coaguli, attacchi di cuore e ictus. Questi rischi aumentano se si fuma.

VIII

Sonno e risvegli a prova di bomba. Risvegli difficili e sensazione di sonnolenza: secondo i ricercatori dell`Università Johns Hopkins, nel Maryland (Usa), i fumatori soffrono quattro volte più di disturbi del sonno. A quanto pare per colpa della nicotina, la cui concentrazione si riduce durante la notte. La mattina i problemi non finiscono. L`organismo dei fumatori “brucia” infatti la caffeina molto più velocemente. Quando si smette di fumare, quindi, è molto meglio ridurre le tazzine di caffè. Ne guadagnerà l`umore, ma anche le arterie ringrazieranno.

IX

Così le scale di casa somigliano meno all’Himalaya. Se “arrampicarsi” per le scale di casa è diventata un`impresa, smettere di fumare non potrà che aiutare a sentire meno la fatica. Fare a meno dell`ascensore, poi, aiuta anche a dimagrire. Se non bastasse, sarà interessante sapere che numerosi studi hanno confermato che smettere di fumare migliora le prestazioni, dal calcetto al lavoro. Una ricerca olandese ha dimostrato che i fumatori si ammalano di più: in un anno si assentano dall`ufficio mediamente 11 giorni in più dei colleghi non fumatori.

X

Una «botta» di vita. Ormai è certo, anche scientificamente: fumare non è sexy. Neppure il senso di sicurezza ne esce bene. Ricercatori inglesi della Peninsula Medical School hanno messo sotto esame circa 10 mila persone sopra i 50 anni. Qualità della vita a confronto, i fumatori se la passavano decisamente peggio rispetto al gruppo di non fumatori.

fonte salute24.ilsole24ore

 

I numeri del fumo in Italia e nel mondo

 

Numerifumo

Secondo i dati forniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo il tabacco è responsabile di un maggior numero di vittime che non di quelle provocate da alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. Si calcola che ogni anno in tutto il mondo si potrebbero evitare circa 6 milioni di morti, solo abolendo l’uso del tabacco; in Italia si stima che le morti attribuibili al fumo vadano da 70.000 a 83.000 ogni anno. Va anche detto che più di un quarto delle vittime del fumo hanno un’età compresa tra i 35 e i 65 anni.

Nel ventesimo secolo si calcola che sono morte per questa causa 100 milioni di persone e che circa un miliardo ne sarà vittima nel secolo in corso, considerando anche la progressiva e apparentemente inarrestabile diffusione del fenomeno nei Paesi in via di sviluppo, nella popolazione femminile e tra gli adolescenti.

Secondo i dati ISTAT del 2014, i fumatori in Italia sono 10,3 milioni, quasi il 20% della popolazione oltre i 15 anni di età. Sono invece 12,5 milioni le persone che possono fregiarsi del titolo di ex-fumatore, perché sono riuscite a smettere da almeno un anno.

Un tempo il fumo era un’abitudine tipicamente maschile, ma il divario tra i due sessi in questo campo continua a diminuire, perché gli uomini fumano sempre meno mentre cresce la quota delle fumatrici, soprattutto in giovane età.

Un dato positivo è comunque in Italia il calo del consumo di tabacco: rispetto al 2011, nel 2014 le vendite di sigarette si sono ridotte del 5,7%, che corrisponde a quasi due pacchetti in meno al mese acquistati da ciascun fumatore.

Articolo da AIRC

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